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Rural Migrantour

Nel mese di luglio sei studenti e studentesse internazionali che hanno partecipato al programma di Mobilità Erasmus Rurale di  UNITA – Universitas Montium, che si è svolto in contemporanea con i nostri amici di Ostana VISO A VISO – Cooperativa di comunità.

Per tre settimane hanno abitato, lavorato e portato tanta nuova energia in Borgata, occupandosi di diversi ambiti: la catalogazione della biblioteca, l’innovazione digitale nel Museo, la didattica, il turismo sostenibile, la rinascita pastorale, la questione di genere nel contesto montano.

Grazie di cuore a Ting, Andrea, Carlo, Mathilde, Veronica e Nour per essere stati abitanti temporanei di Paraloup, per aver alimentato i progetti della Fondazione Nuto Revelli con i loro punti di vista creativi e multiculturali e per il loro prezioso aiuto nella cura della Borgata.

Che questo sia solo un arrivederci! Anzi un goodbye, au revoir, 再见, باي !

Di seguito trovate un articolo che raccoglie le testimonianze delle ragazze e dei ragazzi sull’esperienza, curato e scritto da Mathilde Chevallier, una delle studentesse che ha preso parte al progetto.

ENGLISH VERSION BELOW

Dal 4 al 24 luglio, il villaggio di Borgata Paraloup ha ospitato 6 studenti Erasmus nell’ambito del progetto di mobilità rurale UNITA Rural Mobility.

Questo progetto, organizzato dall’alleanza universitaria UNITA – Universitas Montium coordinata dall’Università degli Studi di Torino, mira a dare alle studentesse e agli studenti l’opportunità di vivere un’esperienza di stage formativo in un ambiente rurale.

Carlo (24 anni, laurea in Educazione professionale, Università di Torino) ci spiega più in dettaglio i diversi compiti assegnati agli studenti.  “Il ruolo degli studenti Erasmus all’interno della Borgata Paraloup è stato molto vario. L’obiettivo trasversale del progetto era quello di coinvolgerci nella realtà di un centro culturale alpino: dall’accoglienza dei diversi pubblici alle varie attività dello staff. In base al profilo di ciascuno di noi, siamo stati suddivisi in diversi progetti”. 

Naturalmente, gli studenti si sono divisi i ruoli per lavorare  nei diversi progetti, come il progetto Wecho – l’eco delle donne di montagna, il progetto della Biblioteca della Fondazione Nuto Revelli a Paraloup, il progetto sulla cultura alpina e le sfide del digitale o il Rural Migrantour. Andrea (23 anni, Università di Torino), studente magistrale di storia all’Università di Torino, spiega che il suo ruolo nel progetto della biblioteca è stato quello di “inventariare, riorganizzare e scaffalare le collezioni; inoltre, immaginare un possibile servizio di prestito bibliotecario”. La diversità culturale e di studio degli studenti ha permesso loro di condividere le proprie conoscenze e di aiutare il più possibile in ogni progetto.

Anche Ting, che viene dalla Cina, ha partecipato al progetto. Dice: “È stata una grande esperienza partecipare al progetto UNITA di mobilità rurale. Nelle ultime due settimane, ho vissuto la vita di un pastore nel progetto “Rinascita pastorale alpina” portato avanti dalla Fondazione Nuto Revelli a Borgata Paraloup. È assolutamente un viaggio sorprendente che porta a testimoniare più da vicino lo stile di vita storico di questa montagna. Nel bellissimo paesaggio alpino, ho lavorato con il pastore Gian Vittorio Porasso, che fa parte della rete di produttori Slow Food, per prendermi cura delle capre e per imparare a fare il formaggio di capra. Tutte queste cose sono completamente nuove e molto stimolanti per me, soprattutto perché vengo dalla Cina e vivo per la maggior parte del tempo in grandi città. Adoro lo splendido paesaggio e tutte le belle persone che ho incontrato a Borgata Paraloup”. 

Con il passare dei giorni, gli studenti hanno potuto integrarsi pienamente nello spirito unico del luogo. Nour (24 anni, studentessa di Master in Area e studi globali per la cooperazione internazionale, Università di Torino), descrive magnificamente l’atmosfera del villaggio: “La democrazia che si fonde con la libertà dà vita a Paraloup, con la sua posizione perfetta che permette di percepire ancora le battaglie dei partigiani mentre si prende il caffè del mattino e si gode della vista delle Alpi italiane”. Coinvolta emotivamente dall’intero funzionamento del villaggio, ci dice: “Paraloup ti dà l’opportunità di vivere realmente tutti i suoi eventi e progetti culturali. Si viaggia nel tempo attraverso il Museo dei Racconti e si capisce com’era la vita sotto il fascismo, si prova l’esperienza di essere una donna rurale attraverso il progetto del Wecho, si conosce meglio la storia italiana attraverso la biblioteca e infine si torna a madre natura provando la specialità della cucina di Paraloup, il formaggio di capra!”.

Sono ormai passate alcune settimane dalla conclusione dell’esperienza e da quando gli studenti hanno lasciato la borgata. Veronica (23 anni, Master in lingue per la cooperazione internazionale, Università di Torino), riassume la sua esperienza a Paraloup in due parole: “Immersiva e cooperativa”.

Una grande esperienza per tutti. Un grande ringraziamento a tutto il team di Paraloup per la loro gioia, la loro fiducia, la loro pazienza e tutta l’attenzione che ci hanno riservato.

Mathilde CHEVALLIER, studentessa francese del progetto di mobilità rurale UNITA.


UNITA RURAL MOBILITY IN PARALOUP: THE STUDENTS’ EXPERIENCE

In July six international male and female students who participated in UNITA – Universitas Montium‘s Rural Erasmus Mobility program, which ran concurrently with our friends from Ostana VISO A VISO – Community Cooperative.


For three weeks they lived, worked and brought a lot of new energy to the Borgata, dealing with different areas: library cataloguing, digital innovation in the Museum, education, sustainable tourism, pastoral revival, and gender issues in the mountain context.


Many thanks to Ting, Andrea, Carlo, Mathilde, Veronica, and Nour for being temporary residents of Paraloup, for nurturing the projects of the Nuto Revelli Foundation with their creative and multicultural perspectives, and for their invaluable help in caring for the Borgata.

Let this be only a goodbye! Indeed a goodbye, au revoir, 再见, باي !

Below you will find an article collecting the testimonies of the girls and boys about the experience, edited and written by Mathilde Chevallier, one of the students who took part in the project.

From July 4 to 24, the village of Borgata Paraloup hosted 6 Erasmus students as part of the UNITA Rural mobility project.

This project, organized by the UNITA – Universitas Montium university alliance coordinated by the University of Turin, aims to give students the opportunity to experience a training internship in a rural context.

Carlo (24, degree in Professional Educator, University of Turin) explains in more detail the different tasks assigned to the students.  “The role of the Erasmus students within the Borgata Paraloup was very diverse. The transversal goal of the project was to involve us in the reality of an alpine cultural center: from welcoming different audiences to the various staff activities. Based on the profile of each of us, we were divided into different projects.” 

Naturally, students shared roles to work in the different projects, such as the Wecho project-the echo of mountain women, the Nuto Revelli Foundation Library project in Paraloup, the Alpine and Digital Culture project, or the Rural Migrantour. Andrea (23, University of Turin), a master’s student in history at the University of Turin, explains that his role in the library project was to “inventory, reorganize and shelve the collections; also, imagine a possible library loan service.” The cultural and study diversity of the students allowed them to share their knowledge and help as much as possible in each project.

Ting, who is from China, also participated in the project. She says, “It was a great experience to participate in the UNITA rural mobility project. For the past two weeks, I have been living the life of a pastor in the Alpine Pastoral Revival project carried out by the Nuto Revelli Foundation in Borgata Paraloup. It is absolutely an amazing journey that brings a closer witness to the historical way of life in this mountain. In the beautiful alpine landscape, I worked with shepherd Gian Vittorio Porasso, who is part of the Slow Food producer network, to take care of the goats and to learn how to make goat cheese. All these things are completely new and very challenging for me, especially since I am from China and live in big cities most of the time. I love the beautiful landscape and all the nice people I met in Borgata Paraloup.” 

As the days went by, the students were able to fully integrate into the unique spirit of the place. Nour (24, Master’s student in Area and Global Studies for International Cooperation, University of Turin), beautifully describes the atmosphere of the village: “Democracy merging with freedom gives life to Paraloup, with its perfect location that allows you to still perceive the battles of the partisans while having your morning coffee and enjoying the view of the Italian Alps.” Emotionally involved in the whole operation of the village, she tells us, “Paraloup gives you the opportunity to really experience all its events and cultural projects. You travel through time through the Museum of Tales and understand what life was like under fascism, you experience being a rural woman through the Wecho project, you learn more about Italian history through the library, and finally you return to Mother Nature by trying Paraloup’s specialty cuisine, goat cheese!”

It has now been a few weeks since the conclusion of the experience and since the students left the hamlet. Veronica (23, MA in languages for international cooperation, University of Turin), sums up her experience in Paraloup in two words, “Immersive and cooperative”.

A great experience for everyone. A big thank you to the whole Paraloup team for their joy, their confidence, their patience and all the attention they gave us.

Mathilde CHEVALLIER, French student in the UNITA rural mobility project.

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